Il concetto di “racconto del reale” è in trasformazione da ormai qualche decennio. L’avvento del digitale, connesso con la pervasività dei media online e delle piattaforme social, ha moltiplicato le versioni della realtà disponibili, inaugurando un clima culturale definito da molti post-verità.
Uno scenario in cui i fatti oggettivi faticano a imporsi di fronte al potere delle narrazioni personali. Oggi questo concetto viene del tutto messo in discussione dall’ascesa dell’Intelligenza Artificiale generativa.
In passato, in ambito audiovisivo, il documentarista deteneva il ruolo di mediatore autorevole del reale, oggi si trova a operare in una “società dei racconti” frammentata e iperconnessa.
L’AI generativa favorisce questa tendenza, grazie alla sua capacità non solo di alterare materiali esistenti, ma di crearne di nuovi, totalmente sintetici. Il rischio è la potenziale erosione della fiducia nel repertorio audiovisivo. Se il pubblico perde fiducia nella veridicità delle immagini, anche i documentari migliori rischiano di perdere la loro rivendicazione di verità anche quando non impiegano contenuti generati dall’AI.
Eppure, pluralità di narrazioni può anche significare democratizzazione del racconto del reale. La stessa AI può diventare uno strumento per esplorare la realtà da angolazioni inedite.
Gli strumenti di AI generativa stanno modificando concretamente le pratiche produttive e i linguaggi espressivi dei documentaristi, dalla scrittura al montaggio, dalla creazione di immagini e suoni fino al doppiaggio.
L’AI può generare automaticamente immagini di copertura, sintetizzare voci, affidare all’algoritmo il montaggio di una scena complessa. Questo approccio rischia ovviamente di tradursi in un appiattimento qualitativo.
L’AI è strumento creativo e interrogativo, un partner con cui l’autore può dialogare per espandere i confini della rappresentazione.
L’AI può essere sia un supporto tecnico sia un motore narrativo vero e proprio. Professionisti e istituzioni del documentario, però, avvertono che è cruciale fissare dei paletti, come ad esempio la trasparenza assoluta: lo spettatore ha il diritto di sapere quando vede o ascolta un elemento generato.
L’Intelligenza Artificiale generativa rappresenta una nuova sfida per il documentario. Il rischio di derive esiste e va gestito con regole e trasparenza, ma al tempo stesso dobbiamo esplorare le opportunità che l’AI offre per spingere più in là la frontiera del reale narrabile.
V.L.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















