La tutela delle nuove generazioni nello spazio digitale si trasforma in un terreno di scontro geopolitico tra le due sponde dell’Atlantico. Il governo britannico è pronto ad annunciare un pacchetto di riforme radicali che prevede il divieto di accesso ai social media per gli under 16, restrizioni sull’uso dei chatbot di intelligenza artificiale e il blocco delle chat con estranei nei videogiochi. Una svolta drastica che ha incassato il favore di nove cittadini su dieci nei sondaggi governativi, ma che ha immediatamente innescato la ferma opposizione degli Stati Uniti, contrari a quelli che definiscono “strumenti normativi grossolani” e scettici sull’efficacia tecnica dei sistemi di verifica dell’età.
Il cuore della frizione risiede nell’applicazione dell’Online Safety Act, la severa normativa britannica sulla sicurezza online che l’amministrazione americana e i colossi della Silicon Valley criticano per i pesanti oneri di conformità e per i potenziali rischi sulla libertà d’espressione. Da Washington giunge l’invito a preferire filtri parentali e soluzioni concordate con le piattaforme, paventando anche il rischio di una fuga degli investimenti tecnologici dal territorio britannico. Una linea morbida che però si scontra con la determinazione di Londra: i vertici della tecnologia d’oltremanica hanno ribadito che la priorità assoluta resta la sicurezza delle famiglie britanniche, dichiarandosi pronti a difendere l’interesse nazionale anche di fronte alle minacce di contenziosi legali già minacciati da colossi come Meta.
Il dibattito interno britannico resta comunque sfaccettato. Se da un lato l’esecutivo punta al pugno di ferro, importanti organizzazioni per la tutela dei minori — come la Molly Rose Foundation — suggeriscono una via alternativa ai divieti assoluti. Secondo gli attivisti, la chiave voltante non sarebbe l’esclusione totale dei ragazzi dal web, bensì l’imposizione di standard di sicurezza draconiani alle aziende tech, partendo dalla disattivazione forzata degli algoritmi di raccomandazione personalizzati, veri responsabili della diffusione di contenuti tossici tra gli adolescenti. La sfida di Londra farà da scuola a livello globale, ridefinendo il confine tra sovranità statale e potere delle multinazionali del digitale.
F. T.
Diritto dell’informazione
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