Oggi parlare di intelligenza artificiale e sicurezza è fondamentale, soprattutto per gli incidenti causati dall’AI e per la maggiore protezione che serve.
Questa tecnologia sta andando fuori controllo e la situazione non va bene: va avanti da sola senza valutare i rischi, continua a indagare e si infila dove non dovrebbe. Riesce persino a violare siti web e a diffondere informazioni segrete che dovrebbero restare private. Proprio per questo, è diventato importantissimo rallentare lo sviluppo e costruire sistemi capaci di gestirla.
Gran parte del problema dipende dal meccanismo della “scatola nera” (black box). Significa che noi cerchiamo e vogliamo delle risposte, ma i passaggi intermedi che l’intelligenza artificiale compie non li possiamo sapere. In parole povere, nessuno sa davvero come arrivi a certe conclusioni.
A questo si aggiunge la forte pressione economica che colpisce le aziende del settore. Nel mercato di oggi non basta più avere una semplice intelligenza artificiale: c’è la gara tra chi ha l’intelligenza artificiale più potente e domina sempre la legge che il più veloce vince. Le aziende corrono perché sanno che le persone cercano la semplicità, cioè vogliono uno strumento rapido. Questa fretta, però, finisce per saltare i controlli fondamentali. Ecco perché mettere in pausa lo sviluppo è diventata l’unica scelta saggia per rimettere la sicurezza al primo posto, prima che sia troppo tardi per rimediare.
L.S.
Diritto dell’informazione
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