La noia digitale è uno degli effetti più dirompenti della trasformazione digitale. Aumentano sempre di più le opportunità di intrattenimento, ma al contempo questo crea vuoto e distrazione. Il punto nevralgico della questione consiste nel fatto che questa connessione continua non renda più appagati gli utenti; anzi, addirittura, li esponga allo sviluppo di forme di “tedio”.
Ma di cosa si tratta nello specifico? Si fa riferimento al concetto di “boredom proneness”: la tendenza ad annoiarsi continuamente. Questa sensazione si origina dallo scarto tra il livello di coinvolgimento desiderato e quello effettivamente percepito. La questione diventa particolarmente complessa quando il fenomeno si cronicizza, intaccando il benessere dei soggetti coinvolti. Pertanto, più si è circondati da stimoli digitali, più si è sensibili alla noia.
La motivazione alla base di questa deriva è la modalità attraverso cui le tecnologie condizionano le nostre capacità di attenzione e di coinvolgimento. Le forme di multitasking continuo portano a una frammentazione problematica della concentrazione e allentano la percezione dei significati.
Quali sono i processi mentali che si celano dietro alla noia digitale? Occorre affrontare il concetto di attenzione, di innalzamento della soglia di stimolazione, di perdita di significato, dei costi opportunistici e dei media come strategie inefficaci. Innanzitutto, lo “scrolling” continuo crea una dispersione di attenzione e questo fa diminuire il senso di coinvolgimento. Oltre a ciò, l’esposizione costante ai contenuti digitali alza l’asticella di ciò che viene ritenuto interessante. Inoltre, la frammentazione dei contenuti crea vuoti di significato che non devono essere trascurati. Per quanto riguarda il quarto processo, i costi opportunistici del fenomeno consistono nella tendenza a valutare ogni scelta come potenziale rinuncia a esperienze possibilmente più gratificanti. Infine, l’utilizzo dei dispositivi tecnologici a disposizione offre una soluzione illusoria alla noia, senza risolverne le cause effettive.
La direzione da seguire deve essere quella di sviluppare un uso responsabile dei media digitali. Occorre accrescere i livelli di consapevolezza circa la frammentazione di attenzione e coinvolgimento che tali strumenti causano, insieme agli elevati livelli di noia.
L.V.
Diritto dell’informazione
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