Una delle novità che ha segnato la storia dell’innovazione è sicuramente la creazione dei chatbot basati sull’Intelligenza Artificiale. Questi rappresentano una delle manifestazioni più visibili dell’integrazione tra umano e robot.
Da un lato i chatbot dimostrano la loro capacità di imitazione del linguaggio umano e della sua rappresentazione adattando tono della voce, cadenza e simulando empatia. La loro somiglianza sempre più accurata al comportamento umano ha sollevato diversi interrogativi che continuano a persistere nel tempo e che riguardano soprattutto l’uso di questi strumenti da parte di persone affette da malattie mentali. Solitudine, depressione, ansia sono solo alcuni degli stati in cui molti utenti vivono e il rapportarsi di questi ultimi con chatbot è un incoraggiamento a restare emarginati e bloccati in quelle condizioni.
Una delle caratteristiche incrementate di recente nei programmi di AI Companion sono le chat erotiche: la capacità da parte dei chatbot di intraprendere su richiesta dell’utente conversazioni a sfondo sessuale. L’azienda di sex toys Autoblow produttrice di dispositivi per il piacere sessuale ha introdotto una funzionalità interattiva in cui i chatbot chiamate “AI Girls” potranno avere il controllo dei sex toys usati dagli utenti, rendendo cosi l’atto più realistico e vicino alla realtà. Attraverso la sincronizzazione del dispositivo al computer, l’utente potrà decidere se seguire un video o lasciare spazio all’AI, che potrà manovrare il sex toy a suo piacimento e in svariate combinazioni.
Un gesto che si spinge oltre ciò che si può immaginare instaurando un nuovo livello di intimità tra macchina e uomo dai toni fantascientifici. Le preoccupazioni sono diverse, oggi si vive in una società sempre più distaccata in cui i rapporti umani sono filtrati da uno schermo. L’inserimento della sfera sessuale e sentimentale nel cuore metallico dell’AI può diventare un’arma a doppio taglio.
J. S.
Diritto dell’informazione
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