L’Italia compie un passo risoluto nella regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale. Il 30 aprile 2026 è stata pubblicata la norma UNI 11621-8:2026, primo standard nazionale in Europa che definisce in modo puntuale i profili professionali dell’AI. Un intervento che arriva in un momento chiave, segnato dall’entrata in vigore del AI Act e dalla Legge 132/2025, con l’obiettivo di rendere più chiaro chi fa cosa in un settore che si contraddistingue per il suo sviluppo repentino.
La norma nasce dal lavoro della Commissione Tecnica UNI/CT 526 – UNINFO, con il coordinamento del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e con il contributo della Commissione Tecnica 533 ‘AI’ di UNI. Non si limita a elencare ruoli, ma costruisce un vero sistema: per ogni profilo definisce missione, competenze, responsabilità e indicatori di performance. È, di fatto, una traduzione operativa delle richieste europee in materia di competenze e accountability.
“I 12 profili definiti dalla norma rappresentano uno strumento operativo per imprese, pubbliche amministrazioni e sistema formativo, perché consentono di qualificare e certificare le competenze in modo omogeneo”, ha dichiarato Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale. “In questo modo rendiamo più solido e ordinato il percorso di adozione dell’Intelligenza Artificiale”.
I ruoli coprono l’intera filiera dell’Intelligenza Artificiale: dal Chief AI Officer all’AI Consultant, dall’AI Product Manager all’AI Prompt Engineer, fino a figure altamente tecniche come AI Algorithm Engineer, AI Deep Learning Engineer, AI Data Engineer, AI Data Scientist, AI Machine Learning Engineer e AI Natural Language Processing Engineer. Non mancano ambiti cruciali come la sicurezza, con l’AI Security Specialist, e la ricerca avanzata con l’AI Research Scientist.
La norma si rivolge a imprese, pubbliche amministrazioni, ITS Academy, università e professionisti ICT, e offre un riferimento comune per formazione e certificazione. In un mercato molto frammentato e confusionario, questa norma introduce ordine e disciplina.
Più che un semplice elenco di ruoli, la UNI 11621-8 segna un cambio di rotta: definire le competenze significa anche fare chiarezza e rafforzare la fiducia delle persone nell’AI. E, soprattutto, preparare il terreno perché l’innovazione non sia solo il punto di arrivo, ma una scelta concreta e consapevole.
L. P.
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