L’Unione Europea accelera sulla tutela dei minori online. Lunedì 13 luglio è stata consegnata alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, la relazione stilata dal panel di esperti incaricato di definire una strategia comune per la tutela dei minori online. Il gruppo, che include professionisti delle neuroscienze e dei diritti dell’infanzia, indaga dallo scorso marzo temi cruciali come l’alfabetizzazione digitale e la dipendenza algoritmica.
L’urgenza di una risposta istituzionale è confermata dall’ultimo sondaggio Eurobarometro: quasi un adolescente su tre si sente triste, stressato o escluso a causa dei social network. Il 45% del campione soffre il confronto costante con gli altri, mentre un quarto si è imbattuto in contenuti problematici o discorsi d’odio. I dati evidenziano anche un chiaro legame tra l’età del primo accesso ai social e la dipendenza: chi inizia a usare le piattaforme prima dei 10 anni arriva a superare le sette ore di utilizzo nel fine settimana. Per il 92% degli europei, proteggere i ragazzi online è ormai una priorità politica.
Mentre l’UE testa soluzioni tecnologiche, come la recente app per la verifica dell’età, si accende il dibattito sulle iniziative nazionali. A inizio luglio, la Commissione ha bocciato una legge francese che vietava l’accesso ai minori di 15 anni, ritenendola in contrasto con alcune disposizioni del Digital Services Act (DSA). Nonostante i richiami europei, molti Paesi continuano a muoversi autonomamente: la Grecia progetta un divieto per gli under 15 a partire dal 2027, invece il Regno Unito ha annunciato nuove restrizioni per gli utenti sotto i 16 anni, introducendo anche limiti a funzioni rischiose come le dirette streaming e i contatti da parte di sconosciuti.
A.C.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















