Il tema della super Intelligenza Artificiale e il timore che questa possa superare l’intelligenza umana è uno degli argomenti più discussi degli ultimi mesi, specialmente a seguito delle recenti innovazioni che hanno incrementato la simulazione degli strumenti AI al comportamento umano. L’idea condivisa da molti, non solo cittadini ma anche da leader ai vertici della società globale riguarda la preoccupazione che le AI possano raggiungere capacità cognitive che superano quelle dell’uomo, prendendo decisioni o influenzando il mondo in modi fuori controllo. La possibilità che l’Intelligenza Artificiale si sviluppi più rapidamente delle capacità e leggi per regolarla è un dato di fatto ormai reale, basta dare uno sguardo al panorama politico e sociale. Opinioni estreme dichiarano la paura di un prossimo futuro in cui il ruolo dell’uomo viene ridefinito: da guida principale del timone dell’innovazione a semplice passeggero e osservatore.
Queste preoccupazioni si sono concretizzate con l’appello da parte di oltre duemila leader internazionali tra scienziati, imprenditori, ex leader militari, esponenti religiosi e politici. Diversi in ideologie ma uniti per lo stesso scopo: chiedere uno stop ai continui sviluppi per la creazione della super Intelligenza Artificiale. Le adesioni continuano a crescere e i firmatari del documento sono decisi verso la direzione di difesa delle competenze umane. Il documento, denominato “Dichiarazione sulla Superintelligenza”, sottolinea la pericolosità che l’avvento della super AI potrebbe portare con una perdita del potere degli esseri umani e la mancanza di libertà ceduta a caro prezzo nelle mani robotiche e in quella dell’élite che ne ha teso i fili tutt’ora. Ciò che viene richiesto è un documento che attesti il divieto della perpetua e infinita evoluzione dell’AI a seguito delle già attuali mancanze nel controllare e regolarne la sicurezza. Possono sembrare osservazioni premature ma sono più che mai puntuali: il programma Meta ha già chiamato un suo reparto ‘Superintelligence Labs’.
Lo stesso padre dell’AI Sam Altman circa dieci anni fa aveva rilasciato una dichiarazione sostenendo che una ‘macchina di super intelligenza’ potrebbe essere la più spaventosa minaccia per l’esistenza umana.
J. S.
Diritto dell’informazione
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