OpenAI compie un passo importante verso l’indipendenza hardware con Jalapeño, il suo primo chip progettato internamente. Il nuovo Intelligence Processor è stato sviluppato da zero in appena nove mesi, senza riutilizzare vecchie architetture. Per accelerare il lavoro, l’azienda guidata da Sam Altman ha utilizzato anche i propri modelli di Intelligenza Artificiale, completando uno dei cicli di sviluppo più rapidi mai visti per un chip di questo tipo.
Jalapeño è stato pensato soprattutto per migliorare la fase di inferenza, cioè il momento in cui l’AI elabora una richiesta e genera una risposta. Secondo i test interni, il chip consuma meno energia rispetto alle soluzioni attuali, con il potenziale di ridurre i costi dei data center che alimentano ChatGPT, Codex e i futuri sistemi agentici. Inoltre, la sua architettura è abbastanza flessibile da poter eseguire anche modelli sviluppati da altre aziende.
L’iniziativa rientra nella strategia di OpenAI per sfidare il predominio dei chip di Nvidia e avere un maggiore controllo sull’intera filiera, dal software all’hardware. Inoltre, per la produzione e la connettività di rete, l’azienda si è affidata a partner industriali come Broadcom e Celestica. Sebbene manchino ancora benchmark indipendenti rispetto ai concorrenti, Jalapeño rappresenta già un tassello fondamentale della strategia di lungo periodo dell’azienda: un hardware più efficiente per offrire servizi di Intelligenza Artificiale sempre più rapidi, economici e accessibili.
A.C.
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