L’Intelligenza Artificiale non è solo sinonimo di innovazione tecnologica o progresso industriale: sempre più spesso si rivela uno strumento concreto per affrontare emergenze sociali complesse. È il caso del progetto europeo “Com Hom”, promosso da Medihospes, che punta a migliorare l’assistenza alle persone senza dimora attraverso l’uso intelligente dei dati e delle tecnologie digitali.
L’elemento centrale dell’iniziativa non è la tecnologia in sé, ma la persona. «La digitalizzazione non sostituisce la relazione di aiuto», sottolinea Pasquale Montagna, dirigente di Medihospes, ribadendo come l’innovazione debba essere al servizio dei bisogni reali. Il progetto, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus, mira a costruire una rete europea di fornitori di servizi per i senzatetto e capace di condividere dati, metodologie e strumenti per offrire interventi più efficaci e coordinati.
Tra le soluzioni sviluppate figurano software per segnalare scadenze critiche, dashboard per la pianificazione dei servizi, strumenti di ascolto diretto dei beneficiari e interfacce per misurare e valorizzare ogni passo verso l’autonomia nel percorso individuale di ciascuno. L’obiettivo è duplice: evitare che le persone più fragili restino invisibili alle istituzioni e migliorare la qualità delle politiche sociali. Non a caso, Montagna insiste: «Non basta accogliere, bisogna integrare», richiamando un approccio più profondo e strutturato all’inclusione.
I numeri confermano l’impatto di questa visione: Medihospes assiste ogni anno migliaia di persone in condizioni di vulnerabilità, grazie anche al lavoro quotidiano di volontari e operatori.
In un’Europa che affronta crescenti disuguaglianze, l’esperienza di “Com Hom” dimostra che tecnologia e solidarietà possono camminare insieme. E che l’innovazione, quando mette al centro l’essere umano, può davvero fare la differenza.
L. P.
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