Nel comunicato pubblicato il 6 febbraio, la Commissione Europea conferma le accuse di violazione del Digital Services Act da parte di TikTok, accusando il social network cinese di aver sviluppato un design che provoca una forma di dipendenza negli utilizzatori. Se l’indagine dovesse concludersi con una condanna, TikTok potrebbe subire una sanzione che può arrivare fino al 6% del suo fatturato globale.
L’indagine si è concentrata sugli aspetti legati al design dell’applicazione. Il sistema di scroll continuo, la riproduzione automatica, le notifiche push e il sistema di raccomandazione altamente personalizzato vengono individuati come elementi che violano alcune delle previsioni del Digital Services Act.
Il regolamento Ue, infatti, prevede che i soggetti che vi sono sottoposti debbano valutare e attenuare i cosiddetti “rischi sistemici”, cioè quegli effetti negativi che possono stimolare dipendenze comportamentali. La Commissione cita anche altri aspetti particolarmente sensibili, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo della piattaforma da parte dei minori.
Uno di questi è quello del rischio dell’effetto “tana del coniglio”, che può portare a fenomeni come la radicalizzazione precoce dei minorenni sottoposti alla comunicazione sul social network. La Commissione contesta a TikTok anche di non utilizzare strumenti efficaci per il controllo dell’età degli utenti e di non riuscire a proteggerli da contenuti pericolosi.
L’aspetto che viene sottolineato dagli esperti UE, però, è quello legato a un design dell’applicazione che sembra progettato per sviluppare una forma di assuefazione alla piattaforma.
Gli strumenti di prevenzione implementati da TikTok non avrebbero un impatto sufficiente sui meccanismi che potrebbero “danneggiare il benessere fisico e mentale dei suoi utenti, compresi i minori e gli adulti vulnerabili”. La Commissione prende in considerazione due funzionalità. La prima è screentime, uno strumento che permette di impostare un limite massimo di tempo di utilizzo giornaliero dell’app, secondo però i risultati dell’indagine facile da respingere.
Il documento cita poi il parental control definendolo “non efficace”, perché l’introduzione dei controlli richiederebbe ai genitori un dispendio di tempo e competenze specifiche.
In risposte alle accuse, TikTok afferma che le indagini preliminari della Commissione descrivono la piattaforma in modo completamente falso e privo di fondamento e che adotterà tutto il necessario per contrastare le accuse.
V.L.
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