La transizione verso la valuta digitale si inserisce in un contesto in cui il contante continua a dominare nell’economia sommersa e nella criminalità organizzata, restando al tempo stesso un costo enorme e poco percepito per Stati, imprese e cittadini.
Gestirlo significa sostenere spese pari all’1,5% del PIL, incidere fino al 10% sui budget bancari e fino al 15% su quelli aziendali, mentre i consumatori pagano indirettamente commissioni e prelievi.
È questo lo scenario che ha accelerato l’esplosione delle criptovalute. Bitcoin nasce allora per sfidare la fiducia riposta nel sistema finanziario tradizionale, promettendo trasferimenti senza intermediari e una moneta fuori dal controllo statale. Ma oggi è soprattutto un asset speculativo caratterizzato da volatilità estrema, mining concentrato in poche mani e consumi energetici fuori scala. Eppure, il suo successo finanziario ne ha alimentato la popolarità, contribuendo alla crescita dell’idea di “moneta alternativa”.
La risposta delle Banche centrali arriva sotto forma di CBDC, ovvero valute digitali pubbliche che mirano a garantire stabilità e controllo in un sistema in rapido cambiamento. Le autorità temono però che la diffusione di criptovalute e pagamenti privati sottragga liquidità al sistema ufficiale, rendendo più complessa la gestione di crisi finanziarie e aumentando i margini di azione della criminalità. Le CBDC sembrerebbero mettere sotto pressione anche le banche commerciali, che temono la fuga dei depositi verso conti più sicuri presso la Banca centrale, con conseguenze su credito, profitti e stabilità complessiva del sistema.
A livello geopolitico, gli Stati Uniti hanno fermato il dollaro digitale, spinti anche dalla lobby bancaria, mentre la Cina ha sviluppato lo yuan digitale per controllare i pagamenti privati e rafforzare il proprio ruolo internazionale. L’India segue con la rupia digitale, mentre l’Europa, più prudente, sviluppa l’euro digitale come complemento ai depositi bancari, cercando di innovare senza destabilizzare.
La sfida rimane aperta: chi controllerà la moneta digitale controllerà una parte significativa del futuro economico mondiale.
S.B.
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