Le nuove tecnologie rendono possibile creare interi “falsi storici” indistinguibili dalla realtà. Negli Stati Uniti si sta consumando una trasformazione profonda e poco discussa, ma dagli effetti potenzialmente destabilizzanti per la cultura, la politica e la memoria collettiva. L’Intelligenza Artificiale Generativa ha invaso il campo del documentario. I produttori e i registi non si trovano semplicemente davanti a una nuova tecnologia, ma al rischio che un secolo di storia filmata venga riscritto, distorto, reso ambiguo o addirittura irriconoscibile.
La svolta decisiva arriva nel 2024, quando OpenAI presenta Sora, poi nel 2025 con Sora 2. Per la prima volta diventa possibile generare in pochi secondi video perfettamente compatibili con la grammatica visiva del documentario.
Questa innovazione crea un doppio effetto perverso. Da una parte permette a chiunque di fabbricare un passato alternativo. Dall’altra rende possibile negare le immagini autentiche. Questo fenomeno è stato etichettato “liar’s dividend”: chiunque può bollare come artificiale anche le prove autentiche. La conseguenza è devastante per i documentari che si occupano di guerra, diritti civili o abusi di potere.
Gli archivi visivi americani corrono un rischio radicalmente nuovo: la contaminazione. Un video generato con AI, una volta ritagliato e diffuso, può diventare un frammento apparentemente autentico. Può essere salvato, essere riutilizzato in un documentario futuro, essere citato come filmato d’epoca.
In America si stanno creando iniziative importanti per contrastare questa tendenza. La Trust in Archives Initiative lavora su protocolli di autenticazione. La Coalition for Content Provenance and Authenticity tenta di costruire uno standard universale per certificare la provenienza dei contenuti online, con Google, Amazon, Meta e OpenAI nel comitato di governance. Queste misure sono state però adottate tardivamente e in una situazione già compromessa.
Proteggere la memoria richiede strumenti, ma anche cultura, responsabilità editoriale, educazione visiva, capacità di lettura critica, investimenti negli archivi e consapevolezza civica. Senza un’attenzione consapevole, si rischia di perdere non solo ciò che è vero, ma la capacità stessa di dimostrare la verità e la memoria.
V.L.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















