Il rapporto tra giornalismo e intelligenza artificiale (IA) è in continua evoluzione, e una recente ricerca condotta dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dall’Università Lumsa ha evidenziato la crescente preoccupazione dei giornalisti italiani sull’uso di queste tecnologie. L’80% degli intervistati ritiene fondamentale l’introduzione di regole chiare per l’utilizzo dell’IA nel settore, mentre il 70% ha espresso la necessità di corsi di formazione specifici, in particolare per l’applicazione di strumenti avanzati come il fact-checking, l’analisi dei dati e la scrittura automatica di articoli.
L’intelligenza artificiale offre opportunità concrete per migliorare l’efficienza e la velocità nella produzione dei contenuti giornalistici, automatizzando alcuni processi e permettendo ai giornalisti di concentrarsi su aspetti più creativi e investigativi. Tuttavia, emerge anche un lato critico: l’utilizzo non regolamentato dell’IA potrebbe comportare una standardizzazione dei contenuti, riducendo la qualità, la profondità e l’originalità delle informazioni diffuse. In particolare, l’adozione di algoritmi senza supervisione umana potrebbe compromettere il ruolo critico e analitico del giornalista, che rimane il principale interprete e custode dell’etica professionale.
A fronte di queste sfide, Carlo Chianura, direttore del Master in Giornalismo della LUMSA, ha ribadito l’importanza di aggiornamenti continui, sottolineando come questo Master, realizzato in collaborazione con l’Ordine, rappresenti un’iniziativa concreta per affrontare le sfide legate all’integrazione dell’IA. Il programma mira a preparare i giornalisti a gestire l’IA in modo consapevole, offrendo loro gli strumenti necessari per utilizzarla correttamente senza compromettere i principi di indipendenza, accuratezza e responsabilità.
La ricerca evidenzia anche l’esigenza di creare un quadro normativo che stabilisca limiti e regole per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, evitando che le tecnologie possano essere abusate. La regolamentazione dovrebbe prevedere linee guida su come gli algoritmi vengano progettati, come venga gestita la privacy dei dati e come si possa garantire la trasparenza nelle pratiche giornalistiche automatizzate.
Quindi, l’introduzione dell’intelligenza artificiale nel giornalismo è un’opportunità, ma deve essere gestita con molta cautela. È essenziale che il settore adotti regolamenti chiari, investa nella formazione continua dei giornalisti e promuova un uso etico e responsabile dell’IA. L’intelligenza artificiale deve supportare, non sostituire, il giornalista, mantenendo al centro la qualità dell’informazione e l’affidabilità che sono alla base della professione.
M.B.
Diritto dell’informazione
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