Il simbolismo dei colori è una pratica culturale che consiste nell’attribuire specifici significati ai colori: questa pratica è molto diffusa anche nell’ambito della cybersecurity, in cui ruoli e funzioni di diverse entità vengono etichettate proprio con dei colori che hanno uno specifico significato.
Nell’attuale era digitale, le tecnologie ICT sostengono tutti i sistemi complessi impiegati nelle attività quotidiane, garantendo il regolare funzionamento dei principali settori delle attività produttive e dell’economia. L’elevata digitalizzazione e connettività porta però, come effetto collaterale, un esponenziale aumento dei rischi informatici che rendono l’intera società sempre più vulnerabile alle minacce informatiche.
In questo scenario operano gli hacker, persone esperte che sono in possesso delle competenze tecniche, funzionali ad accedere ai sistemi informatici senza autorizzazione, allo scopo di scoprire eventuali vulnerabilità o di compromettere la sicurezza di un sistema informatico.
Un hacker che, spinto da motivazioni criminali, cerca di compromettere la sicurezza di un sistema informatico, al fine di trarne un vantaggio personale o causare danni a un’organizzazione è denominato “black hat” (cappello nero).
“White hat” (cappello bianco), invece, è un professionista della sicurezza informatica che lavora per proteggere i sistemi dall’attacco degli hacker con il “cappello nero”. I professionisti della sicurezza con il “cappello bianco” cercano di individuare le vulnerabilità dei sistemi informatici e di prevenire gli attacchi, utilizzando specifiche tecniche di sicurezza come il penetration testing, l’analisi delle vulnerabilità, l’implementazione di politiche di sicurezza e la formazione dei dipendenti.
La metafora del cappello nero o bianco scelta, convenzionalmente, per caratterizzare gli hacker, simboleggia il ruolo svolto da un esperto informatico nei confronti di una determinata organizzazione.
(V.M)