Per chi non ne ha ancora sentito parlare Sblind è un innovativo social network che pone al centro della sua missione la condivisione. Infatti, il nome del nuovo “sustainable network” deriva dalla parola blind, cieco in inglese, e la S sta per share, condividere.
Sblind è un progetto tutto italiano, nato da una start-up guidata dal bergamasco Francesco Bertuletti e che nasce dall’idea che la “condivisione cieca” possa tornare nuovamente di moda. La particolarità di questo social network è la sua implementazione distante anni luce dagli algoritmi, dai cookies e dal bombardamento di idee e prodotti a puro fine commerciale. Questo aspetto è evidente fin dal suo primo utilizzo, poiché i contenuti vengono visualizzati in modo cronologico, così come era in passato su Instagram, e soprattutto sono contenuti che gli utenti scelgono di guardare. In altre parole, questo social network si propone di ridare vigore all’antica concezione secondo cui chi utilizza i social network lo fa per far parte di una comunità e per interagire con amici e familiari.
“Sblind – racconta Francesco Bertuletti, AD e co-founder di Sblind – rispetta l’identità digitale dei propri utenti e partecipa attivamente alla crescita, alla promozione e alla tutela del territorio. Così come per lo sfruttamento di valori Sostenibili come le risorse idriche, il lavoro minorile, le disuguaglianze sociali, la discriminazione di genere e tutti i 17 goals rappresentati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dobbiamo riconoscere la scelta di non contribuire allo sfruttamento delle Identità Digitali dell’individuo.”
Infatti, per raggiungere questi obiettivi, il nuovo social non ha algoritmi di mappatura né cookie pubblicitari, non cede dati a utenti terzi, non ha un modello di business legato direttamente all’utente e limita l’utilizzo della piattaforma stessa a massimo 90 minuti al giorno.
Inoltre, Sblind ha messo in discussione anche il concetto di “influencer” coniando il termine “lovers”. L’app, infatti, consente di avere una propria “Love List” composta da massimo 100 lovers. Si parla, quindi, di una lista di persone da seguire che l’utente dovrà scegliere in modo consapevole. L’intento sottinteso è di limitare i follower non consapevoli come accade, ad esempio, su Instagram, dove si segue molta gente sconosciuta e con idee del tutto opposte alle proprie.
Un’altra idea audace di questo nuovo social network è il “Social Time” per cui ogni sblinder, a meno che non utilizzi il social per motivi di lavoro in modalità business, può usare il social per massimo 90 minuti al giorno. Una volta trascorso questo tempo, il social si arresta in modo automatico e quindi è impossibile accedervi. Il tempo di utilizzo aiuta a limitare la dipendenza ma porta anche ad un utilizzo del social più consapevole. Chi lo usa, sa di poterlo fare per un tempo limitato e sceglie con cura le azioni da svolgere.
Si tratta quindi di un social network attento ai propri utenti che vengono di nuovo visti come persone e non soltanto come identità digitali o possibili fruitori di servizi. Un cambio di rotta vero e proprio, che rende questo social molto particolare e che insegna agli utenti cosa vuol dire realmente sostenibilità.