“Il popolo ha parlato, l’amnistia comincia la prossima settimana”, ha twittato, citando anche la sentenza d’antica tradizione medievale “Vox Populi, Vox Dei”, per significare che opinioni e giudizi popolari, o comunemente accettati, devono o possono ritenersi veri e giusti.
Ma secondo gli esperti di sicurezza on line il ritorno di massa di utenti che erano stati vietati per reati come minacce violente, molestie e disinformazione avrà un impatto significativo sulla piattaforma, si legge in un articolo pubblicato oggi sul Washington Post.
“Apple e Google hanno bisogno di iniziare seriamente a considerare l’espulsione di Twitter da l’app store”, ha detto Alejandra Caraballo, esperta presso la clinica Harvard Law Cyberlaw. “Quello che Musk sta facendo è pericoloso per varie comunità emarginate. È come aprire le porte dell’inferno rispetto ai danni che causerà. Le persone che si sono impegnate in molestie dirette potranno tornare a diffondere molestie, bullismo e incitare alla violenza. Non riesco nemmeno a pensare quanto sarà pericoloso”.
Una sorta di populismo social, dove a decidere è l’opinione della massa, non un organismo indipendente qualificato o un consiglio ad hoc come aveva promesso lo stesso Musk per rassicurare gli inserzionisti sul controllo dei contenuti.
“Un sondaggio su Twitter può essere manipolato, non c’è nulla di scientifico o rigoroso in alcun modo su ciò che sta facendo”, spiega nell’articolo del Washington Post, Sarah T. Roberts, professore associato presso l’Università della California a Los Angeles che in precedenza ha lavorato per Twitter alla ricerca di processi di moderazione dei contenuti.