Questo è quanto dichiarato dal Garante della privacy, al termine di un esame preliminare sui particolari cookie wall apparsi negli ultimi giorni nei siti di numerose testate giornalistiche italiane. Nonostante questo parere inziale, il Garante ha aperto una serie di istruttorie per accertare la conformità di queste pratiche con la normativa europea.
Semplificando, i “cookie” sono piccole parti di codice che vengono conservate sul browser di un utente e che vengono utilizzate per diversi scopi, tra cui quello di ricostruire le attività online di quell’utente per mostrargli di conseguenza annunci pubblicitari personalizzati e – almeno teoricamente – basati sui suoi gusti. Il meccanismo del cosiddetto “cookie wall” invece, funziona come una barriera che impedisce l’accesso a un sito se non viene dato il consenso ai cookie.
I banner al centro dell’indagine del Garante riportano un messaggio molto semplice: se vuoi accedere ai contenuti del sito o fai un abbonamento o accetti la profilazione dei tuoi dati personali. Questo genere di cookie wall, usati ultimamente da diversi media italiani, rappresentano un meccanismo vincolante, nel quale l’utente non abbonato viene di fatto obbligato a dare il proprio consenso alla ricezione dei cookie.
La pratica ha scatenato molte proteste, sia su internet, sia attraverso canali ufficiali. Per questo, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute, il Garante della privacy ha immediatamente messo sotto esame queste iniziative, al fine di “valutare l’adozione di eventuali interventi in materia”.
Alcuni esperti ritengono che questo utilizzo dei “cookie di terze parti” vìoli le norme sulla privacy degli utenti, ma ci sono anche interpretazioni diverse che lo ritengono accettabile. Sulla questione, nei singoli paesi l’interpretazione della normativa europea varia in maniera anche piuttosto notevole: in Italia si attende ancora un’indicazione definitiva da parte delle autorità.