Ipsos ha condotto per Ivrea, Capitale italiana del Libro, una ricerca sul rapporto che la generazione Z ha con la lettura. L’occasione è stata la chiusura degli eventi di Ivrea e il passaggio del titolo di Capitale italiana del libro 2023 a Genova. I dati mostrano che i giovani della generazione Z faticano a riconoscere la funzione educativa della lettura; tuttavia, si fanno consigliare dai book influencer.
Oggi, infatti, il 69% dei lettori abituali sceglie grazie a quello che legge su blog e social. I social sono sempre più capillari tra tutte le fasce d’età e la possibilità di fare subito un ordine online aumenta le potenzialità di questo fenomeno. Il digitale allarga inoltre gli orizzonti e riduce il rischio di omologazione. I book influencer possono quindi essere un mezzo, un canale forte per portare la lettura tra i pensieri quotidiani dei più giovani e trasformarli in lettori e uno strumento di contrasto dell’idea che la lettura sia appannaggio solo di alcuni ceti sociali.
L’indagine Ipsos è stata condotta su mille maggiorenni in Italia. I risultati mostrano che ci sono difficoltà di comprensione dei testi letti, con un dato generale del 17% che sale al 24% nella fascia 18-25 anni e addirittura al 30% in quella successiva, 25-34. Nello specifico, oltre la metà delle persone interpellate ammette di leggere lentamente, solo il 32% senza difficoltà. Il 24% degli intervistati è poco attratto dai libri (per pigrizia o disinteresse) e solo il 45% ritiene utili le biblioteche.
Dalla ricerca di Ipsos nasce il Manifesto per il futuro del libro, un elaborato consegnato al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Il Manifesto si sviluppa in 22 punti e 99 parole chiave ed è stato curato con il contributo di 150 professionisti del mondo editoriale e culturale. Il documento sarà pubblicato sul sito ufficiale di Ivrea Capitale italiana del libro 2022, https://ivreacapitaledellibro.it/.
(C.D.G.)