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Home Privacy

Garante della privacy: sanzionate tre strutture sanitarie

Avevano comunicato informazioni sulla salute dei pazienti a persone sbagliate

by Redazione
1 Marzo 2021
in Privacy
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Garante della privacy: sanzionate tre strutture sanitarie
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L’Autorità Garante della Privacy ha sanzionato due ospedali ed una Asl per le violazioni di dati personali, causate non da attacchi informatici esterni, bensì da procedure inadeguate e da semplici errori di distrazione del personale.

Nel procedimento di sanzione ha ricordato che le strutture sanitarie devono adottare tutte le misure tecniche ed organizzative necessarie per evitare che i dati dei loro pazienti siano comunicati per errore ad altri.

Nel primo caso, verificatosi in Toscana, la sanzione è stata di 10mila euro, per aver spedito via posta, al paziente sbagliato, una relazione medica contenente le informazioni sulla salute e la vita sessuale di un’altra coppia.

Nel secondo, un ospedale dell’Emilia-Romagna ha ricevuto la stessa sanzione di 10mila euro per aver consegnato a dei pazienti cartelle cliniche contenenti dati e referti riferibili ad altre persone, incluso un minore.

In entrambi i casi le sanzioni sono state calcolate tenendo conto che le strutture sanitarie hanno immediatamente dimostrato un elevato grado di cooperazione con il Garante e che gli episodi sono risultati isolati e non volontari. Le due strutture hanno anche pianificato ulteriori misure tecniche e organizzative per ridurre al minimo l’errore umano.

Un terzo caso riguarda invece una Asl dell’Emilia-Romagna, dove una paziente aveva esplicitamente richiesto – sottoscrivendo un apposito modulo – che nessun soggetto esterno, neppure i familiari, fosse informato sul suo stato di salute.
Il modulo, però, era stato inserito all’interno della cartella clinica. Un’infermiera del reparto dove la donna stava seguendo delle terapie, non essendo a conoscenza della richiesta, invece che contattarla sul telefono cellulare privato, aveva chiamato il numero di casa registrato nell’anagrafe aziendale, parlando così con un familiare.

Anche in questo caso, l’Azienda ha riconosciuto gli errori che hanno causato il data breach. Si è impegnata quindi ad implementare un sistema informatizzato di gestione dei numeri di telefono dei pazienti ricoverati, e a predisporre una modulistica unica con la quale i pazienti potranno esprimere la loro eventuale volontà di comunicare informazioni sul proprio stato di salute ai terzi, introducendo una specifica policy aziendale. La Asl, che ha subito anche una richiesta di risarcimento danni da parte della paziente, dovrà pagare una sanzione di 50mila euro per la violazione del Gdpr, attuale regolamento europeo in vigore sulla privacy.

Alla luce di questi episodi e di altri ancora in corso di valutazione, il Garante ha ricordato che le informazioni sullo stato di salute possono essere comunicate a terzi solo sulla base di un presupposto giuridico o su indicazione della persona interessata, previa delega scritta. Ed ha invitato tutte le strutture sanitarie al pieno rispetto dei principi di correttezza e trasparenza, adottando misure tecniche ed organizzative utili non solo a proteggersi da attacchi informatici, ma anche ad evitare violazioni di dati personali, in particolare quelli più delicati, come quelli sulla salute – troppo spesso causate da inadeguate procedure gestionali.

Tags: Autorità Garante della privacysanzionetutela dei dativiolazione normative
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